Appalti pubblici: sotto inchiesta il padre di Matteo Renzi. Subito convocato dai pm

Irregolarità dei maxi appalti pubblici Consip, la centrale degli acquisti per la Pubblica amministrazione: i magistrati indagano anche su Tiziano Renzi. “La mia condotta è trasparente” si difende il papà dell’ex premier e segretario del Pd 

Tiziano Renzi, padre dell’ex presidente del consiglio Matteo Renzi, è indagato dalla Procura di Roma nell’inchiesta sugli appalti Consip, la centrale per gli acquisti della Pubblica amministrazione di tutta Italia. Tiziano Renzi ha ricevuto giovedì 16 febbraio un invito a comparire nel quale si ipotizza il reato di concorso in traffico di influenze illecite (articolo 346 bis del codice penale). Il padre di Renzi sarà interrogato a stretto giro. I carabinieri gli avrebbero già fissato l’interrogatorio per la settimana prossima a Piazzale Clodio.

COSA È IL “TRAFFICO DI INFLUENZE”

Per “traffico di influenze” si intende una funzione di “mediazione” che, in questo caso, potrebbe essere stata svolta dal papà dell’ex premier Matteo Renzi, nell’ambito di presunti accordi corruttivi. Tale reato, contestato a Tiziano Renzi in concorso con altri, è stato introdotto nel codice penale nel 2012 e mira a colpire il mediatore di un accordo corruttivo al fine di prevenire la corruzione stessa.

LA REAZIONE DI TIZIANO RENZI

“Ho ricevuto – ha dichiarato Tiziano Renzi – un avviso di garanzia dalla procura di Roma in cui si ipotizza ‘il traffico di influenza’. Ammetto la mia ignoranza ma non conoscevo l’esistenza di questo reato che comunque non ho commesso essendo la mia condotta assolutamente trasparente come i magistrati, cui va tutto il mio rispetto, potranno verificare. I miei nipoti sono già passati da una vicenda simile tre anni fa e devono sapere che il loro nonno è una persona perbene: il mio unico pensiero in queste ore è per loro”. “Il fatto è totalmente incomprensibile – ha aggiunto il legale, l’avvocato Federico Bagattini – perché nell’atto è riportato solo il numero della norma violata. Prenderemo contatto con il pm per capire quali sarebbero i fatti contestati“.

COSA È L’INCHIESTA CONSIP

Il procedimento all’attenzione dei pm romani è uno stralcio dell’inchiesta avviata a Napoli e inviata a Roma per competenza territoriale. Nell’inchiesta a fine dicembre erano stati indagati anche il ministro dello Sport e braccio destro di Matteo Renzi, Luca Lotti, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette e il comandante della Legione Toscana dei carabinieri, il generale Emanuele Saltalamacchia. Nei loro confronti la Procura contesta i reati di rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento. Avrebbero cioè “fatto una soffiata” agli amministratori della Consip per prevenire l’azione ispettiva dei magistrati. I quali, prima da Napoli, ora da Roma, vogliono capire se vi sia o meno corruzione nell’assegnazione di ricchi appalti per centinaia di milioni di euro per le forniture alla Pubblica amministrazione.

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Da sinistra, il ministro dello Sport Luca Lotti e il padre di Renzi, Tiziano: entrambi indagati su Consip

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