Roma, rivelazioni shock: “Virginia Raggi e io sul tetto? Eravamo spiati”

Salvatore Romeo, ex capo della segreteria politica della sindaca di Roma, svela alcuni retroscena. Fra cimici, spioni, colloqui sui tetti per non essere “ascoltati”, chat di Whatsapp “segrete”. Secca la replica della procura: “Nessuna intercettazione”

“Io e Virginia Raggi sapevamo delle cimici in Comune dal secondo giorno di governo della città”. Lo dice in un’intervista al Messaggero Salvatore Romeo, l’ex capo della segreteria politica in Campidoglio, che si è dimesso in dicembre dopo la bufera politica sulla giunta Raggi, e sulla sindaca in particolare, all’indomani dell’arresto del potente funzionario, capo del personale del Comune di Roma, Raffaele Marra. (LEGGI ANCHE: ROMA, CAMPIDOGLIO SHOCK: VIRGINIA RAGGI COMMISSARIATA DA BEPPE GRILLO).

Al Messaggero Romeo racconta anche degli incontri con la sindaca sul tetto del comune, immortalati da alcune fotografie finite sui social network. “Sul tetto ci saremo andati 15 volte, quel giorno mangiavamo un panino, come sempre, poi è uscita fuori quella foto ed ecco che è scoppiato un caso”, dice il dipendente comunale, auspicando anche che il contenuto della chat su Whatsapp con Raggi, Raffaele Marra e Daniele Frongia non venga reso noto. “Se ci sono gli omissis nelle carte dell’inchiesta, tali devono rimanere, perché non hanno rilevanza penale”, dichiara Romeo. “Faccio un esempio: se io le scrivo in una chat che sono innamorato di lei, e poi viene pubblicato, la gente penserà che io e lei siamo amanti anche se non è vero. E se avrò detto, faccio un altro esempio, che mi piaceva una segretaria, non penso che sia interessante la pubblicazione di questo dialogo”.

I messaggi in chat tra Romeo, Frongia, Raggi e Marra sono gli stessi che quest’ultimo, arrestato il 16 dicembre scorso, ha chiesto di depositare al Tribunale del Riesame. In replica all’intervista dell’ex capo della segreteria Raggi al Messaggero è arrivata, riportata dal sito dello stesso quotidiano romano, una presa di posizione, anche se non ufficiale, di piazzale Clodio. Fonti della procura hanno precisato infatti che dai magistrati non è stata effettuata mai nessuna attività di intercettazione negli uffici del Comune di Roma dopo l’insediamento della giunta pentastellata.

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