Un libro sul comodino di Arisa

Questa settimana Velvet News per la rubrica “Un libro sul comodino di…” ha intervistato la cantante Arisa. L’artista ci ha svelato che sta leggendo “Dimmi che credi al destino”, bellissimo romanzo di Luca Bianchini. Perché? “Il destino per me è molto importante”, risponde con trasporto la cantante

 

 

 

 
Un libro sul comodino di ArisaReduce dalla sessantaseiesima edizione del Festival di Sanremo e dal lancio del suo nuovo album Guardando il cielo, uscito lo scorso 12 febbraio, Arisa ci svela che in questo momento si sta dilettando a leggere Dimmi che credi al destino (Mondadori), il romanzo di Luca Bianchini uscito lo scorso anno. Il romanzo parla di una donna cinquantacinquenne, Ornella, proprietaria di una libreria italiana a Londra. La donna, bravissima a rialzarsi dopo ogni caduta, riesce a superare anche l’ennesima batosta: la chiusura della libreria. Una storia di rinuncia e speranza, una narrazione altalenante fra alti e bassi, che prova a rendere più chiaro cosa sia il destino.

La cantante, originaria della Basilicata, ci rivela che proprio la parola “destino” l’ha indotta ad intraprendere questa lettura. Con trasporto e sincerità, infatti, dichiara: “Il destino prima di tutto per me è molto importante, io ci credo tantissimo nel disegno del destino”. Poi prosegue descrivendoci l’incipit del romanzo: “Inizia parlando di Londra, descrivendo il cielo di Londra”. Dal tono di voce si intuisce immediatamente che il cielo di Londra è qualcosa che l’affascina particolarmente. Infatti, anche il video di Guardando il cielo, canzone con la quale ha partecipato a Sanremo e che dà il titolo al suo nuovo album, è girato non a caso a Londra.

Un libro sul comodino di Arisa

Anzi, Arisa non tralascia di ricordarci l’esperienza di quel giorno, l’enorme sorpresa provata, quando vengono felicemente accolti, contrariamente a ogni aspettativa, da una bellissima giornata di sole: “Il cielo di Londra ci ha accolto in festa, con un cielo incredibile, così bello che tutti dicevano che era tanto che non si vedeva un cielo così a Londra”.

Photo credits: Facebook

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